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29.01.2009 - Comunicato SLC-CGIL e UILCOM-UIL su gravissima crisi IMAIE. Accolto ricorso cautelare contro abusi.

Giovedì, 29 Gennaio 2009
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SLC - CGIL Sindacato Lavoratori Comunicazione
UILCOM - UIL Unione Italiana Lavoratori della Comunicazione

C O M U N I C A T O

Il giorno 28 gennaio 2008 è stato notificato all’IMAIE il provvedimento del Tribunale di Roma che accoglie il ricorso cautelare presentato da SLC CGIL e UILCOM UIL, in qualità di Soci Fondatori dell’Istituto, insieme ad altri Consiglieri e Delegati dell’area audiovisiva, contro gli abusi messi atto nel mese di agosto 2008 dal Presidente e da una minoranza del Consiglio di Amministrazione e dell’Assemblea dei Delegati.
Per effetto del provvedimento, a partire dalla data di notifica, non fanno più parte del C.d.A. i quattro consiglieri dell’area audiovisiva nominati con “il colpo di mano di ferragosto”.
La giustizia sta facendo il suo corso e questo pronunciamento del Tribunale non è che l’inizio di una serie di provvedimenti finalizzati a riportare la legalità e a risarcire i gravi danni apportati all’IMAIE con l’esercizio arbitrario del potere protrattosi negli ultimi cinque mesi.
Enormi sono anche le responsabilità che questo illegittimo C.d.A. si è assunto nei confronti dell’intera categoria artistica, bruciando mesi preziosi che dovevano essere utilizzati per riformare lo statuto, definire il profilo dei soci, indire le elezioni e garantire la fruizione dei
finanziamenti ai progetti a norma dell’art.7; tutte cose che, dopo proclami e rinvii, rimangono inevase.
Che le posizioni da sempre espresse sull’IMAIE dai rappresentanti delle organizzazioni Sindacali SLC-CGIL e UILCOM-UIL siano corrette e oculate è ulteriormente confermato da un altro provvedimento del Tribunale che ha respinto il ricorso cautelare e condannato a pagare le spese “alcuni soci” che, probabilmente mal consigliati, avevano presentato ricorso contro il Sindacato per presunte inadempienze nei confronti dell’Istituto.
La realtà dei fatti comincia ormai a delinearsi, dimostrando con ineccepibile chiarezza chi è nel giusto e si batte per affermare la legalità nell’Istituto. Tutto ciò auspichiamo ponga anche fine, a meno di non cadere nel ridicolo, alle campagne di disinformazione sistematica
e diffamatoria nei confronti di quei consiglieri che responsabilmente si sono opposti da oltre un anno a questo gruppo dirigente e rappresenti un elemento di riflessione affinché la categoria cominci a diffidare di quelle sirene che non solo non sono in grado di dare risposte ai loro bisogni, ma stanno esponendo l’Istituto al rischio di scioglimento.
In attesa degli esiti della ben più inquietante inchiesta penale ancora in corso riteniamo che, se un briciolo di coerenza è rimasto, Il Presidente non possa che trarre le naturali conseguenze di quanto accaduto dimettendosi dall’incarico, un atto, per altro, più volte pubblicamente annunciato.

Roma, 29 gennaio 2009
SLC CGIL UILCOM UIL