Amici Musica

30.07.2009 - Il Governo ripristini al più presto i fondi del FUS.

Giovedì, 30 Luglio 2009
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Il Governo ripristini al più presto i fondi del FUS.
Gli Amici della Musica al fianco del mondo della Cultura e dello Spettacolo

Nella conferenza stampa di ieri il Premier Berlusconi ha dichiarato di aver reperito 60 milioni di euro per il Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo) a fronte dei 200 milioni di euro tagliati da Tremonti con il decreto “anti-crisi”.

Il Coordinamento Nazionale degli Amici della Musica, organismo nel quale sono presenti 35 Associazioni rappresentative dello spettacolo dal vivo, ritiene che tale integrazione non è assolutamente sufficiente, ma occorra ripristinare e rilanciare con altri investimenti e sgravi un settore, come quello della cultura e dello spettacolo che fornisce un contributo significativo alla crescita del Pil e della cultura sociale del Paese, come accade per la musica pop.

Gli Amici della Musica esprimono la loro solidarietà e si sentono al fianco di tutti gli operatori del settore, sostenendo la loro lotta e le altre azioni in programma in queste ore. Una protesta per riaffermare l'importanza del Fus, il fondo unico per lo spettacolo, il cui taglio non è il frutto di scelte casuali e chi li pratica conosce bene il rischio di dover governare un popolo colto. Un popolo che legge e che va al cinema e a teatro, che ascolta la musica, che studia e fa ricerca è un popolo che sa scegliere, che partecipa, che giudica, che non accetta di ridursi a una plebe passiva di consumatori.

E' soprattutto un popolo che sa difendere, insieme con la cultura, la propria identità e la democrazia. Nei Paesi civili, qualunque sia il colore del governo e l’entità della crisi economica, nessuno si sognerebbe mai di penalizzare la cultura. Perché, nei Paesi civili, la cultura è considerata una priorità, un bene da difendere e incrementare, alla pari con la sanità, con i trasporti, la viabilità e tutto il resto.

Gli Amici della Musica sottolineano che il mondo della cultura e dello spettacolo vogliono continuare ad esistere e resistere contro l’ignoranza montante, nell’interesse dei cittadini italiani e del Paese tutto.

Roma, 30 luglio 2009