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23.02.2010 - AUDIOCOOP ALLA RAI: Visto il risultato di Sanremo l´associazione dei discografici italiani denuncia la situazione

APPELLO AUDIOCOOP ALLA RAI
Visto il risultato di Sanremo l´associazione dei discografici italiani denuncia la situazione
Il Festival di Sanremo, dopo le vittorie dell´ultima edizione, si conferma ancora di piu´ un festival legato agli interessi dei reality musicali e dei programmi e dei personaggi televisivi legati a Rai e Mediaset allontanandosi sempre di piu´ dalla ricerca e innovazione fatta dalla disocgrafia del nostro paese, che esce dopo il Sanremo 2010 fortemente penalizzata.
Dopo le scelte tutte a favore dei personaggi tv, che tra l´altro hanno fortemente penalizzato una carica innovativa portata avanti da una pattuglia di interpreti femminili di grande valore, tutte compeltamente ignorate, è oramai inderogabile un programma settimanale in Rai, tv e radio, ma anche nei grandi canali privati come Mediaset, sulla musica indipendente italiana che promuova tutte le nuove produzioni e i nuovi artisti del nostro paese. AudioCoop, il coordinamento nazionale di discografici indipendenti che rappresenta oltre 120 marchi della nuova scena musicale italiana, conferma l´assenza tra i selezionati di giovani artisti provenienti da quella che comunemente viene definita "gavetta", ovvero quelle centinaia di cantautori, band e interpreti provenienti dagli stili piu´ diversi come il rock, il rap, la nuova canzone d´autore, il folk dialettale, lo ska, che ogni sera riempiono con successo la programmazione dei live club italiani.
E´ ormai evidente a tutti gli operatori del settore, dopo questa ultima edizione del Festival di Sanremo, che esistono due realtà che viaggiano su traiettorie divergenti e questa è la causa reale della crisi che soffoca uno dei settori più rappresentativi del "made in italy". Si rende quindi ora più che mai necessario un intervento delle istituzioni e degli enti preposti alla tutela del patrimonio creativo italiano, per cercare di salvaguardare anche con leggi e iniziative ad hoc, anche in Rai, con programmi settimanali specifici, e sui media, con le quote in radio e tv a favore della nuova musica italiana, come proposto da piu´ parti, per il futuro stesso della musica italiana, che non può certo essere a totale appannaggio di programmi Rai e Mediaset, che utilizzano sempre le stesse aziende multinazionali per la parte discografica, che non hanno alcun interesse a tutelare e valorizzare un repertorio artistico considerato "local" e minoritario rispetto ai progetti internazionali.
Nell´Anno della Biodiversità - anche culturale e musicale - il Festival di Sanremo ha così dato il primo segnale esattamente opposto con grave danno per la quasi totalità delle produzioni nazionali e regionali. Si segnala inoltre la delusione per l´assenza, al contrario di anni precedenti, tra i big e i giovani di un alfiere del pop rock indipendente italiano, oramai pilastro della musica del nostro paese da un ventennio, e di alcuni nomi di artisti dialettali di grande rilievo, ai quali non viene garantita la porta di accesso a Sanremo, ma sono capaci di portare la nostra musica all´estero con un grande ritorno per il nostro paese, e di alcuni tra i nomi di rilievo di una nuova ondata della canzone d´autore e del rap che sta incontrando il favore delle nuove generazioni. Tutti esclusi perchè hanno la grave colpa di non essere artisti allevati nella fattoria omolgata dei reality musicali.
AudioCoop cheide che a titolo di risarcimento la Rai simpegni fin da ora ad offrire almeno una serata televisiva di musica indipendente in occasione del prossimo Mei 2010, il Meeting degli Indipendenti che si terrà a Faenza dal 26 al 28 novembre ed è il piu´ improtante raduno indies d´Italia, in occasione delle premiazioni del Premio Italiano della Musica Indipendente per valorizzare con forza chi lavora al futuro della musica del nostro paese.
http://www.newsic.it/news/body_news.php?id=27169
Giordano Sangiorgi
12.02.2010 - Due articoli su vicenda IMAIE: Artisti e sindacati sotto controllo
Per vostra opportuna conoscenza pubblichiamo l'articolo che segue, tratto dall'Unità di ieri (11.2.2010 ndr), nel quale viene fatto il punto in merito alla possibile liquidazione dell'Imaie e la sua eventuale "rinascita" tramite un decreto predisposto dal governo, che dovrebbe garantire la ripresa dell'attività su nuove basi gestionali. Per avere un quadro informativo più ampio, alleghiamo anche l'articolo di "la Repubblica" del 26 gennaio scorso.
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Artisti e sindacati sotto controllo
Imaie, un tesoretto di 120 milioni di euro per garantire gli interpreti.
Ma ora il governo assume il ruolo di “vigilanza attiva”
Nuova Imaie o vecchia Imaie? Nel decreto legge sulle fondazioni liriche che andrà in consiglio dei ministri la prossima settimana sono contenute le norme per permettere la riattivazione della società che tutela il diritto connesso degli interpreti. A tutta prima sembra un compromesso, con il governo che mette una mano all’interno di questo ente per vigilarne l’attività mentre, in teoria, gli artisti dovrebbero avere un maggiore controllo rispetto ai sindacati che fino a ora hanno retto la baracca. Di mezzo c’è un bel gruzzolo, oltre 120 milioni di euro da ripartire tra gli aventi diritto, vale a dire attori, musicisti, cantanti, ballerini e così via: insomma, gli interessi sono pesanti.
Il diritto connesso degli interpreti è in sintesi un compenso sulle opere rappresentate o riprodotte che i mezzi di comunicazione - radio, televisioni e altro - versano per gli artisti- esecutori: alla lontana qualcosa di analogo al diritto d’autore, ma spettante a chi realizza uno spettacolo. L’Imaie, che raccoglieva e ripartiva questi soldi, era stata fondata da Cgil, Cisl e Uil grazie a una legge del lontano 1977,ma era divenuta attiva solo negli anni 90 poiché mancavano di decreti attuativi: è stata dichiarata estinta dal prefetto di Roma il 7 maggio 2009 poiché non ottemperava ai suoi compiti.
Il tesoretto dei 120 milioni di euro è composto infatti anche i diritti riscossi e non ripartiti agli aventi diritto, in quanto sconosciuti. Una sentenza del Consiglio di Stato ha anche sottolineato l’inadeguatezza della direzione dell’istituto: in definitiva la vicenda Imaie è stata una pesante sconfitta dei sindacati e degli artisti.
Il decreto legge è ancora secretato, ma le indiscrezioni indicano che l’istituto resterebbe privato e il pericolo della trasformazione in ente pubblico sarebbe superato. Il governo in compenso si prende un ruolo di vigilanza, con rappresentanti dei ministeri del lavoro, dell’economia e delle attività culturali negli organi di controllo ma non nel CdA. I soci fondatori, in base alla legge del 1977, restano gli artisti e i sindacati, ma questi ultimi perderebbero terreno nella gestione, con un ruolo di indirizzo e di consulenza.
Singolare è la scelta di “salvare tutto il personale”, anche quella dirigenza che non era riuscita a far ottemperare l’ente ai suoi compiti istituzionali. Problematica appare la stesura del nuovo statuto dell’Imaie: oltre ai soci fondatori infatti parteciperà anche il Ministero delle attività culturali. È in quella sede che si capirà il futuro dell’Imaie: cioè se continuerà a essere un istituto dai compiti benemeriti ma dalla gestione non proprio impeccabile, oppure se si volterà pagina.
Infatti, l’unica cosa positiva scaturita dalla estinzione della vecchia Imaie è che molti interpreti si sono riuniti in associazioni per interessarsi direttamente a come venivano gestiti i loro diritti. Sarà bene continuino a farlo, vista l’aria che tira difficilmente troveranno dei rappresentanti che lo facciano per loro.
Luca Del Fra (Articolo tratto dal quotidiano “L’Unità” dell’11.2.2010)
28.11.2009 - Inaugurazione ufficiale del MEI - Meeting degli Indipendenti di Faenza

Sabato 28 novembre ore 9,30
Inaugurazione Ufficiale alla presenza del Ministro per la Gioventù Giorgia Meloni, dell’Assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna Alberto
Ronchi, dell’Assessore alla Cultura della Provincia di Ravenna Massimo Ricci Maccarini e del Sindaco di Faenza Claudio Casadio.
Saranno inoltre presenti gli Assessori alla Cultura Paolo Cocchi (Regione Toscana) e Giulia Rodano (Regione Lazio), Valentina Ravaioli (Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Forlì), Lorena Beghelli (Comune di Crevalcore - Comuni di Terre d’Acqua) e Assessori e Rappresentanti della Regione Lombardia, Regione Puglia, Regione Liguria, Regione Veneto e dei Comuni di Trento, Firenze, Bologna e tante altre città.
Saranno presenti, tra gli altri, Ermete Realacci, Presidente di Symbola, Lanfranco Massari, Presidente di Federcultura, Ledo Prato , Segretario di Mecenate ‘90, Carlo Testini, Responsabile Nazionale Cultura dell’Arci, Roberto PIetrangeli, Coordinatore Nazionale Amici della Musica, Antonio Miscenà, Presidente di Suono Italia, Stefano Gregnanin, Responsabile Settore Spettacolo e Comunicazione Cisl , Gaultiero Malpezzi di Terre di Faenza e altri dirigenti e responsabili di associazioni, sindacati, fondazioni, istituti di credito e altri settori.
Saranno inoltre presenti dirigenti dell’Anci e della Rete dei Festival culturali aperti ai Giovani del Ministero per la Gioventù.
Sarà presentato ufficialmente il cd compilation ufficiale del Mei 2009 “Aie d’Italia”, una raccolta di 35 brani di nuove musiche dialettali provenienti da tutte le regioni d’Italia.
Saranno presenti come testimonial Teresa De Sio e Davide Van De Sfroos, headliner del progetto discografico.
Inoltre sarà l’occasione per presentare la Rete dei Festival culturali aperti ai Giovani e sottolineare attraverso gli interventi l’importanza dei festival nella valorizzazione dei territori e come volano d’immagine, economico, turistico e culturale per il territorio.
Per informazioni:
MEI 0546/24647
info@audiocoop.it www.meiweb.it
20.07.2009 - Un successo la mobilitazione contro i tagli al FUS!

SU YOU TUBE VIDEO DELLA BELLA MANIFESTAZIONE CONTRO I TAGLI AL FUS....
DOBBIAMO CONTINUARE A LOTTARE!
Buona visione! parte 1 e 2: http://www.youtube.com/watch?v=vfXthGsR9Yc
AGENZIE. MANIFESTAZIONE CONTRO TAGLI AL FUS
SPE:FUS
2009-07-20 18:28
FUS: DI BERARDINO (CGIL), TAGLI SONO IMBARBARIMENTO ITALIA
ROMA
(ANSA) - ROMA, 20 LUG - La Cgil Roma e Lazio "é al fianco dei lavoratori dello spettacolo che in questo momento sono raccolti davanti a Montecitorio per protestare contro i tagli del governo Berlusconi al Fondo Unico dello Spettacolo". Lo afferma Claudio Di Berardino, segretario generale Cgil Roma Lazio. "Il cinema, la cultura, lo spettacolo - aggiunge - stanno lottando per non morire e non è concepibile che ciò accada in un paese come l'Italia, che vanta da sempre in questo campo tradizioni che l'hanno resa famosa nel mondo. La cultura é lavoro e questi tagli, che in particolar modo a Roma rischiano di mettere in ginocchio intere famiglie, non fanno che testimoniare lo stato di imbarbarimento ormai irreversibile raggiunto dal nostro paese".(ANSA).
2009-07-20 15:06
FUS: I MANIFESTANTI, 'SIAMO CATEGORIA IN VIA D'ESTINZIONE'
ROMA
(ANSA) - ROMA, 20 LUG - "Siamo tanti, più di 200mila, in larga parte precari, intermittenti, non tutelati in materia di diritti e garanzie sociali. Siamo i lavoratori dello spettacolo. Da oggi una categoria in via di estinzione". Si presentano così gli attori, autori, musicisti, danzatori, lavoratori dello spettacolo, della cultura e dell'informazione, che hanno aderito alla manifestazione contro i tagli al fus organizzata per oggi pomeriggio a Roma davanti a Montecitorio. "Siamo qui - sottolineano in un comunicato diffuso dall'Anac, l'associazione nazionale autori cinema - per chiedere ai parlamentari di tutti i partiti di impedire quello che si configura come un pressoché totale annientamento della produzione artistica italiana". Categoria in stato d'estinzione, precisano, "perché lo Stato Italiano investe per il nostro settore quindici volte meno di quello che fanno gli altri Stati Europei. Perché il governo Berlusconi dopo aver colpito tutti i settori della cultura, della scuola e della ricerca, sta azzerando, in un processo avviato da tempo, il finanziamento previsto per il Fondo Unico dello Spettacolo del 2009 e dimostra così di continuare a considerare l'arte e lo spettacolo come una spesa invece che un investimento. Perché il ministro Bondi davanti al Presidente della Repubblica ha solennemente promesso il suo reintegro e invece il decreto che sta per essere approvato in Parlamento in questi giorni dimostra che ha solennemente mentito". Dai prossimi mesi, prosegue la nota, "si vedranno meno film, meno spettacoli teatrali, meno concerti, meno serie televisive, meno artisti, si avranno meno lavoro e meno idee - in un panorama di pretesi risparmi che finiranno per rendere il paese più povero di emozioni, di pensieri, di capacità critica, di profondità, di energia creativa, di identità nazionale". (ANSA).
SPE:FUS
2009-07-20 18:52
FUS: RODANO, A RISCHIO 200 MILA POSTI DI LAVORO PER TAGLI
ROMA
(ANSA) - ROMA, 20 LUG - "Il governo deve ripristinare immediatamente il Fondo Unico per lo Spettacolo dal vivo: oggi gli enti locali, in primis la Regione Lazio, sono a fianco degli operatori". Lo ha detto l'assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, Giulia Rodano, intervenendo alla manifestazione in corso a Montecitorio. "Cento o duecento milioni di euro costituiscono una cifra del tutto irrilevante nella manovra economica, ma complessivamente, in tutto il Paese, rischiano di mettere a rischio almeno duecentomila posti di lavoro", dichiara l'assessore citando una stima fornita da FederCulture, "davvero non ce lo possiamo permettere".(ANSA).
SPE:FUS
2009-07-20 18:43
FUS: DALLA PIAZZA FISCHI PER BARBARESCHI E CARLUCCI
ROMA
(ANSA) - ROMA, 20 LUG - Diversi sonori fischi, ai quali si è però accompagnato alla fine anche qualche applauso, hanno accolto in piazza Montecitorio gli interventi dei parlamentari Pdl Luca Barbareschi e Gabriella Carlucci. "Mi fischiavano perché non sono conforme", ha commentato poi Barbareschi che dal palco aveva sostenuto la necessità di "fare sciopero ad oltranza, non lamentele". "Accetto i fischi ma volevo dirvi che non tutti sono sordi alle esigenze della cultura e dello spettacolo", ha detto più tardi Gabriella Carlucci che era stata accolta da una lunga serie di "buuh". Fischiato, perché si era espresso contro il boicottaggio di Venezia, anche il presidente dell'Agis Alberto Francesconi: "il dissenso è indice di intelligenza - ha commentato Francesconi - ma non sono d'accordo nel boicottare Venezia. Danneggeremo solo il nostro cinema. Quella per il reintegro al fondo unico per lo spettacolo (Fus), ha proseguito Francesconi, "é una battaglia non politica ma di civiltà ". (ANSA).
20.07.2009 - Il Governo conferma i tagli al FUS: sit in a Piazza Montecitorio

MA QUALI REINTEGRI ?
IL GOVERNO CONFERMA I TAGLI AL FUS...
E IL MONDO DELLA CULTURA E DELLO SPETTACOLO CONFERMA IL SUO NO !
Il governo Berlusconi vuole imporre il taglio programmato al Fondo unico dello Spettacolo ricorrendo ancora una volta, giovedì prossimo, al metodo antidemocratico del voto di fiducia sul Documento di Programmazione Economica e Finanziaria, per evitare anche la discussione in Parlamento,dopo aver già evitato il confronto con le parti sociali sulle sue scelte sciagurate.
Si smaschera con questo atto la strumentalità delle promesse di un possibile imminente reintegro del Fondo elargite a buon mercato fino a pochi giorni fa dal Ministro della Cultura, il quale dovrebbe a questo punto avere il buon gusto di DIMETTERSI.
Si tratta non solo di scelte nefaste per le conseguenze sociali, economiche e culturali, nel paese e nel nostro territorio, ma anche gravi per la loro natura esclusivamente ideologica, che prescinde dalle caratteristiche del ciclo economico in corso: la cultura si taglia con la crisi come con la prosperità economica; si taglia solo perché si vuol ridurre la cultura.
PARTECIPIAMO IN MODO AMPIO E VISIBILE AL SIT-IN A PIAZZA MONTECITORIO
LUNEDI 20 LUGLIO 2009 ALLE ORE 17,00!
Il Siam aderisce con la Fida ed Slc-Cgil Roma e Lazio all'iniziativa promossa dalle associazioni di artisti, autori, tecnici, maestranze dello spettacolo, per dire ancora una volta NO AI TAGLI, per RIAFFERMARE LA NECESSITA' DI UN RADICALE CAMBIAMENTO DI POLITICA nel campo della produzione culturale e dello spettacolo!
16.07.2009 - Interrogazione parlamentare e risposta del ministro del lavoro sui contributi previdenziali Enpals per i cantanti
Interrogazione parlamentare e risposta del ministro del lavoro sui contributi previdenziali Enpals per i cantanti che svolgono prestazioni in sala d’incisione.
A seguito del convegno sul tema specifico dei contributi previdenziali Enpals per i cantanti che svolgono prestazioni in sala d’incisione, organizzato al MEI 2008 da Musica & Dischi insieme agli Amici della Musica, dal quale è partita la trattativa e si è giunti all'accordo tra le parti interessate in primavera (associazioni della discografia e quelle sindacali dei lavoratori dello spettacolo), successivamente inviata al Sottosegretario al Lavoro Sen. Pasquale Viespoli per il relativo recepimento.
Prendendo spunto dai contenuti del dibattito svoltosi a Faenza, gli Onorevoli Cazzola e Testa hanno rivolto l’11 febbraio scorso, un'interrogazione parlamentare al Ministro del Lavoro sollecitando una risposta urgente al Ministro.
Di recente il Ministro del Lavoro Sacconi nella sua risposta rassicura gli interroganti e li informa sul fatto che le parti sociali stanno lavorando per trovare la soluzione che attualmente è allo studio del ministero in particolare su due aspetti:
- l’introduzione di una fascia di esenzione in relazione ai cd per uso promozionale;
- una maggiore articolazione di alcune fasce di copie prodotte, per valorizzare la peculiarità del settore.
Appena concluso l’iter sarà cura del Ministro informare gli on.li Cazzola e Testa sulle risultanze.
MESSAGGIO CON ALLEGATO
15.06.2009 - Accordo tra Universal e Virgin Media in Gran Bretagna: soddisfazione di Win e AudioCoop

Bologna, 16 giugno 2009
COMUNICATO STAMPA
Accordo tra Universal e Virgin Media in Gran Bretagna: soddisfazione di Win e AudioCoop "Finalmente le le grandi aziende multinazionali di internet e della telefonia pagano alla fonte i contenuti creativi contribuendo così' a contrastare in modo serio ed efficare la pirateria".
E' di ieri la notizia che c'è stato un primo accordo in Gran Bretagna tra Universal Music e Virgin Media per un servizio di download e streaming illimitato agli abbonati del servizio di banda larga. L'accordo prevede che i clienti di Virgin Media possano accedere all'enorme catalogo di Universal in formato mp3 e quindi interoperabile con qualsiasi device compreso nel costo dell'abbonamento al servizio di banda larga. Si tratta di un accordo che, facendo pagare alla fonte Virgin Media i contenuti musicali che mette a disposizione Universal con il suo catalogo, permette lo sviluppo di un'offerta legale di musica on-line.
Soddisfazione di Win e AudioCoop "Finalmente le le grandi aziende multinazionali di internet e della telefonia pagano alla fonte i contenuti creativi contribuendo così' a contrastare in modo serio ed efficarela pirateria" dichiarano "E' necessario ora alalrgare tali accordi a tutti i protagonisti del settore".
"E' un primo accordo molto soddisfacente" commentano da Win, l'associazione mondiale delle associazioni di discografici indipendenti, e AudioCoop che av evano lanciato per primi un appello in tal senso lo scorso 15 maggio a Bologna in occasione del convegno internazionale sulla musica promosso con successo dagli Amici della Musica " che va allargato a tutto il settore con accordi quadro che prevedano anche i contenuti degli indipedenti. Si tratta del modello giusto per abbattere l'illegalità musicale on line abbandonando speriamo finalmente inutili campagnae terroristiche e annunci di azioni repressive che spaventavano l'utente finale allontanandolo dal consumo di musica attraverso normali canali e aumentando di fatto la pirateria musicale, fermo restando la necessità di norme e sanzioni antipirateria che colpiscano le organizzazioni"
" Compensi agli artisti e produttori dalle multinazionali di internet e della telefonia, per far crescere la musica italiana. Questa una delle idee forza emerse dal convegno di Bologna, sostenuta pienamente anche da WIN, l'associazione mondiale dei discografici indipendenti alla quale aderisce AudioCoop in Italia Ma soprattutto - e su qusto Win nel mondo e AudioCoop in Italia punteranno - è opportuno puntare a nuovi progetti sul mercato on line in forte espansione e fare accordi a monte con le aziende nazionali e multinazionali della telefonia, uniche e reali beneficiarie del business della rete su hard ware e software grazie alla musica " concludevano gli interventi di Simon Wheleer , Vice Presidente di Win, e di Giordano Sangiorgi, Presidente di AudioCoop, e Giampiero Bigazzi , Vice Presidente di AudioCoop, al convegno.
Questa infatti può essere una prima risposta per garantire più risorse al settore puntando a una maggiore democraticità nella redistribuzione dei diritti connessi che, se ben distribuiti, potrebbero favorire un migliore sviluppo di tutta la produzione e promozione musica le e dare continuità alla verve creativa degli artisti. A tal riguardo, AudioCoop insieme alla Win, ha fatto emergere una forte raccomandazione a Governo e Parlamento per fissare norme che agevolino gli accordi con i server provider, allo scopo di favorire il riconoscimento agli autori, ai produttori, agli artisti interpreti ed esecutori, di compensi forfettari che permettano la libera erogazione di file di ogni tipo attraverso la rete.
Si è, inoltre, sottolineata la necessità di integrare l'attuale Legge n. 633 del 22.4.1941, che già riconosce agli autori, ai produttori, agli artisti interpreti ed esecutori, un compenso derivante dalla vendita di supporti vergini di CD e DVD, estendendolo anche alle memorie fisse o trasferibili destinate alla registrazione di fonogrammi o videogrammi, di varie dimensioni e capacità.
Infine sulla Legge "Création at Internet" con la quale la Francia cerca di dare una risposta al fenomeno della pirateria digitale e' necessario invece, per non allontanare gli utenti con inutili campagne repressive che allontanano dalla musica l'utente finale, accanto ad un doveroso apprezzamento per la deterrenza contenuta nella norma, si è notato che si tratta di una impostazione "tardiva e obsoleta", che affronta la questione solo in termini sanzionatori, ma che poi non affronta alla radice il problema: cioè prendere di petto le grandi società multinazionali di telefonia e di internet che traggono colossali vantaggi economici dall'offerta libera e gratuita di questi contenuti creativi in rete e obbligarli a riconoscere i giusti compensi ai legittimi titolari dei diritti.
Infine, vi è l'auspicio di rafforzare il confronto tra le forme tradizionali di tutela del diritto d'autore e le nuove licenze di "creative commons", perché ciò potrebbe aprire nuovi mercati e sostenere le autoproduzioni e gli artisti indipendenti ed emergenti. In tal senso vengono viste positivametne le aperture piu'recenti fatte dal Presidente della Siae Giorgio Assumma in tale direzione che certamente non potranno che favorire l'accesso alla musica come professione del futuro da parte delle piu' giovani generazioni .
26.05.2009 - Win e Audiocoopo insieme per chiedere diritti e compensi alle multinazionali di Internet e della telefonia

Comunicato Stampa
Dopo il convegno sul futuro della musica a Bologna organizzato dagli Amici della Musica
WIN E AUDIOCOOP INSIEME PER CHIEDERE DIRITTI E COMPENSI ALLE MULTINAZIONALI DI INTERNET E DELLA TELEFONIA CONTRO LA PIRATERIA
Compensi agli artisti e produttori dalle multinazionali di internet e della telefonia, per far crescere la musica italiana. Questa una delle idee forza emerse dal convegno di Bologna, sostenuta pienamente anche da WIN, l'associazione mondiale dei discografici indipendenti alla quale aderisce AudioCoop in Italia
Win, l’associazione mondiale dei discografici indipendenti, alla quale AudioCoop aderisce, dopo il positivo convegno sul futuro della musica di Bologna, ha fatto un incontro con Simon Wheleer , rappresentante della Win e produttore della Beggar’s, insieme a Giordano Sangiorgi e Giampiero Bigazzi, rispettivamente Presidente e Vice Presidente di AudioCoop.
Molteplici gli argomenti toccati, dai progetti per il downloading legale, alla musica di qualità, dalla promozione all'estero della nostra musica, agli stimoli per realizzare progetti in favore degli artisti emergenti. Si è detto che occorre fare rete e sistema, portare realmente la musica nelle scuole, comprese le scuole medie superiori, di puntare alla vendita di musica nelle web radio e di conquistare una Legge per la Musica, pensare alla musica come un progetto culturale e fare attività di prevenzione a favore della legalità.
Ma soprattutto – e su qusto Win nel mondo e AudioCoop in Italia punteranno - è opportuno puntare a nuovi progetti sul mercato on line in forte espansione e fare accordi a monte con le aziende nazionali e multinazionali della telefonia, uniche e reali beneficiarie del business della rete su hardware e software grazie alla musica.
Questa può essere una prima risposta per garantire più risorse al settore puntando a una maggiore democraticità nella redistribuzione dei diritti connessi che, se ben distribuiti, potrebbero favorire un migliore sviluppo di tutta la produzione e promozione musicale e dare continuità alla verve creativa degli artisti. A tal riguardo, AudioCoop insieme alla Win, ha fatto emergere una forte raccomandazione a Governo e Parlamento per fissare norme che agevolino gli accordi con i server provider, allo scopo di favorire il riconoscimento agli autori, ai produttori, agli artisti interpreti ed esecutori, di compensi forfettari che permettano la libera erogazione di file di ogni tipo attraverso la rete.
Si è, inoltre, sottolineata la necessità di integrare l’attuale Legge n. 633 del 22.4.1941, che già riconosce agli autori, ai produttori, agli artisti interpreti ed esecutori, un compenso derivante dalla vendita di supporti vergini di CD e DVD, estendendolo anche alle memorie fisse o trasferibili destinate alla registrazione di fonogrammi o videogrammi, di varie dimensioni e capacità.
Negli interventi di alcuni esperti di rilievo internazionale non potevano mancare dei riferimenti alla recente approvazione della Legge “Création at Internet” con la quale la Francia ha cercato di dare una risposta al fenomeno della pirateria digitale. Il giudizio, però, è stato controverso perché, accanto ad un doveroso apprezzamento per la deterrenza contenuta nella norma, si è notato che si tratta di una impostazione “tardiva e obsoleta”, che affronta la questione solo in termini sanzionatori, ma che poi non affronta alla radice il problema: cioè prendere di petto le società di telefonia che traggono colossali vantaggi economici dall’offerta libera e gratuita di questi contenuti creativi in rete e obbligarli a riconoscere i giusti compensi ai legittimi titolari dei diritti.
Si è anche messo in evidenza l’auspicio di rafforzare il confronto tra le forme tradizionali di tutela del diritto d’autore e le nuove licenze di “creative commons”, perché ciò potrebbe aprire nuovi mercati e sostenere le autoproduzioni e gli artisti indipendenti.
Bologna, 26 Maggio 2009
22.05.2009 - Vecchi (PD): l'Unione Europea garantisca artisti e produttori musicali indipendenti

Comunicato Stampa
Dopo la presa di posizione degli Amici della Musica al Convegno di Bologna in cui si chiedeva alle multinazionali di internet e della telefonia di pagare i diritti connessi agli artisti e produttori italiani
Vecchi (PD): l'Unione Europea garantisca artisti e produttori musicali
indipendenti
Per garantire la pluralità della produzione artistica in Europa - in maniera particolare in campo musicale - è necessaria una normativa che garantisca i giusti compensi ad artisti e produttori da parte delle multinazionali della telefonia e di internet.
Sempre più spesso la diffusione dei brani musicali avviene attraverso il
downloading.
Di questa attività le gandi imprese di telefonia e di internet beneficiano
ampiamente.
Occorre promuovere uno schema di accordo che permetta una redistribuzione
dei diritti connessi al settore delle produzione musicale, favorendo così la creatività, la produzione e la promozione dei giovani artisti.
Questo, naturalemnete, senza gravare in alcun modo sugli utenti della rete.
L'Unione Europea deve promuovere una normativa che favorisca gli accordi con i server provider per garantire compensi forfettari a tutti i protagonisti della filiera musicale (autori, produttori, interpreti ed esecutori).
Il prossimo Parlamento Europeo dovrà occuparsi urgentemente del tema per
promuovere la diversitò e il pluralismo culturale ed artistico in Europa.
Luciano Vecchi
candidato Partito Democratico alle elezioni europee
circoscrizione Italia nord-est
21.04.2009 - CGIL-SLC "In dirittura d'arrivo il contratto nazionale per i cantanti ed i musicisti impiegati in sala registrazion

IN DIRITTURA D'ARRIVO IL CONTRATTO NAZIONALE PER I CANTANTI ED I MUSICISTI IMPIEGATI IN TURNI DI REGISTRAZIONE
In data 21 aprile 2009 si sono riunite a Milano le rappresentanze delle associazioni A.F.I., F.I.M.I., P.M.I. (Sistema Cultura Italia di Confindustria) e AUDIOCOOP, con le rappresentanze delle Organizzazioni Sindacali artistiche SIAM-CGIL, FAI-CISL e UNdA-UIL. Scopo dell’incontro: giungere a breve alla definizione di un Contratto Nazionale di Lavoro per gli artisti interpreti esecutori impegnati in turni di registrazione.
Le parti hanno convenuto sulla necessità di definire i rapporti di lavoro, stabilendo norme certe e tutele reciproche sulla base di un vecchio accordo dormiente. Il SIAM saluta con soddisfazione questo primo importante passo verso la regolamentazione del lavoro artistico, in un settore abbandonato all’improvvisazione ed alla precarietà. La conclusione della trattativa è prevista per il mese di settembre. Tale accordo rappresenterà un tassello importante di un quadro normativo a tutela del lavoro artistico in campo musicale che stiamo cercando faticosamente di costruire insieme a tutte le sigle che condividono i nostri obiettivi.
